La casa in bilico su una roccia da 47 anni

La casa in bilico su una roccia da 47 anni...

Nel bel mezzo del fiume Drina, in Serbia, un gruppo di giovani amici nel 1968 voleva un posto per prendere il sole sul fiume, e su uno spuntone di roccia hanno costruito piano piano questa casetta che è diventata una vera e propria icona mondiale per quanto riguarda i luoghi più curiosi del pianeta. Poiché la roccia non era esattamente il posto più comodo per sdraiarsi, i giovani hanno pensato di portare alcune tavole prese da un vicino capannone in rovina. L’anno successivo fu la volta del tetto e delle pareti. Et voilà, è così che la casa si materializzò nel letto del fiume. Per trasportare i materiali i ragazzi hanno usato barche e kayak, con i pezzi più grandi che sono stati fatti arrivare facendoli galleggiare in acqua grazie alle correnti. fonte: casafan.it...
Un bus che diventa casa

Un bus che diventa casa

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Fab Tree Hab: la casa sull’albero di domani

Fab Tree Hab: la casa sull’albero di domani...

L’uomo si distingue dagli altri animali per la sua capacità di manipolare l’ambiente che abita. Gli oggetti che costruiamo, tuttavia, ci separano dalla natura. Essi ci proteggono dai suoi sbalzi di umore, certo, ma con il tempo hanno creato un mondo in buona parte artificiale attraversato da pesanti crisi che sta sfruttando, con il rischio di esaurirle, le risorse limitate fornite dal pianeta. Fino ad oggi gli artefatti umani sono stati costruiti, strappando alla natura materiali e risorse, interrompendo il ciclo della vita di interi ecosistemi. Ma forse le cose stanno per cambiare e presto alcuni degli artefatti che fino ad oggi abbiamo fabbricato potrebbero essere, invece, coltivati. A partire dalle nostre case. Mitchell Joachim e la sua organizzazione no-profit Terrefotm One (www.terreform.org) hanno spostato il concetto di casa sull’albero al suo limite estremo: grazie a lui l’idea di albero e quella di casa si fondono per creare qualcosa di simile alle abitazioni della Contea, patria degli Hobbit nel Signore degli Anelli. Il progetto si chiama Fab Tree Hab e il suo fine è quello, un giorno, di dimostrare che una casa può essere costruita utilizzando materiali organici viventi. Si tratta di una reinterpretazione futuristica di alcune tecniche di arboricoltura, in particolare del pleaching (intrecciamento dei rami). La crescita della pianta viene infatti forzata attraverso impalcature che ne indirizzano la struttura secondo un precedente design generato al computer, che è in grado di calcolare e assicurare la stabilità strutturale necessaria all’edificio. Il risultato sarebbe un’abitazione simbioticamente fusa con l’ambiente circostante. L’ambizione è quella di rivoluzionare dalle fondamenta il modo stesso in cui concepiamo la costruzione di abitazioni e infrastrutture. Non è sicuramente un progetto a breve termine, ma l’inizio di un percorso che mira a fondere biologia e architettura, una visione certamente utopica, ma un’utopia è appunto questo: una risposta estrema a problematiche molto reali che si incontrano nel mondo. Accusato di aver progettato la veggie house – la casa per vegetariani – Joachim ha preso lo scherzo sul serio e ha deciso di provare anche con tessuti animali, progettando una struttura che crescesse a partire da cellule di maiale, prendendo ispirazione dal celebre hamburger sintetico prodotto da Mark Post, dell’università olandese di Maastricht. Ma Joachim non è il solo a sperimentare con questa nuova concezione dei materiali di costruzione. Anche i tessuti dei nostri vestiti potrebbero essere coltivati a partire da una colonia di batteri, piuttosto che fabbricati a partire da fibre di cotone, pelli animali o ancora materiali sintetici, come ha dimostrato Suzanne Lee di Biocouture, che ha prodotto il celebre Kimono organico. La sperimentazione in questi campi si trova attualmente in stato embrionale, ma la visione proposta da alcuni pionieri è davvero affascinante. Se ne può trovare un riassunto nell’agile e-book “Super Cells: Building with Biology”. Se nell’antichità i materiali erano legno, argilla e pietra, con il tempo si sono aggiunti vetro, ferro e acciaio, arrivando fino ai materiali sintetici del ‘900. Forse adesso siamo all’inizio di una rivoluzione in cui i processi di fabbricazione verranno totalmente stravolti, utilizzando cellule viventi, ovvero i componenti più piccoli della vita come la conosciamo, invece dei mattoni. La tecnologia non deve essere per forza qualcosa di alieno e distante e l’innovazione non nasce dagli strumenti, ma dalle persone. E la natura, come mostra Mitchell Joachim, può essere anche un potente alleato, e non più soltanto una variabile da ignorare e sfruttare. di Carlo Peroni fonte: dolcevita.it...
Una casa sospesa sopra l’oceano australiano

Una casa sospesa sopra l’oceano australiano...

Gli specialisti di architettura prefabbricata Modscape hanno progettato una struttura concettuale arroccata sopra l’oceano, nello stato australiano di Victoria. Immaginata come una estensione naturale del paesaggio, le finestre dell’abitazione hanno un rapporto diretto con il mare sottostante, utilizzando tecnologie di progettazione modulare e metodi di prefabbricazione. I residenti entrano nella casa attraverso un posto auto coperto posizionato al livello più alto in cui un ascensore collega verticalmente ogni piano sequenziale. Gli arredi interni sono ridotti al minimo per non sminuire la meravigliosa vista sull’oceano e le caratteristiche spaziali distinte della...
Un raggio di sole…fai da te!

Un raggio di sole…fai da te!

Oggi mi mostreremo come creare uno specchio davvero strabiliante. Mettiamo da parte la voglia di shopping e diamoci al fai da te!! Qui di seguito troverete tutte le istruzioni su come procedere….buon lavoro! (i complimenti sono assicurati!) Occorrente per lo Specchio Raggio di Sole Dorato: spessori di legno di diverse lunghezze bomboletta spray dorata colla per legno specchio rotondo compensato e viti per il retro Procedimento per lo Specchio Raggio di Sole Dorato: 1. Prendi gli spessori di legno e crea dei raggi asimmetrici utilizzando diverse lunghezze in modo da simulare un effetto esplosivo. Inizia ad incollare insieme i vari raggi, raggruppando i più corti in gruppi di sette, e i più lunghi in gruppi di nove. 2. Una volta incollati i vari gruppi, sistemali in modo da creare un pattern di raggi corti e lunghi, fai asciugare la colla dei vari gruppi di raggi e infine incolla tutto insieme fissandoli sulla tavoletta di compensato. 3. Quando tutto è asciutto colora i raggi con la bomboletta spray dorata e fai asciugare. Infine, cospargi il retro dello specchio con una colla forte e incolla lo specchio al centro dei raggi. Appoggia sullo specchio dei libri pesanti e lascia asciugare il tutto. 4. Per finire, attacca due viti sulla tavoletta di compensato e aggiungi del fil di ferro per attaccare lo specchio alla parete. Voila!...