Un raggio di sole…fai da te!

Un raggio di sole…fai da te!

Oggi mi mostreremo come creare uno specchio davvero strabiliante. Mettiamo da parte la voglia di shopping e diamoci al fai da te!! Qui di seguito troverete tutte le istruzioni su come procedere….buon lavoro! (i complimenti sono assicurati!) Occorrente per lo Specchio Raggio di Sole Dorato: spessori di legno di diverse lunghezze bomboletta spray dorata colla per legno specchio rotondo compensato e viti per il retro Procedimento per lo Specchio Raggio di Sole Dorato: 1. Prendi gli spessori di legno e crea dei raggi asimmetrici utilizzando diverse lunghezze in modo da simulare un effetto esplosivo. Inizia ad incollare insieme i vari raggi, raggruppando i più corti in gruppi di sette, e i più lunghi in gruppi di nove. 2. Una volta incollati i vari gruppi, sistemali in modo da creare un pattern di raggi corti e lunghi, fai asciugare la colla dei vari gruppi di raggi e infine incolla tutto insieme fissandoli sulla tavoletta di compensato. 3. Quando tutto è asciutto colora i raggi con la bomboletta spray dorata e fai asciugare. Infine, cospargi il retro dello specchio con una colla forte e incolla lo specchio al centro dei raggi. Appoggia sullo specchio dei libri pesanti e lascia asciugare il tutto. 4. Per finire, attacca due viti sulla tavoletta di compensato e aggiungi del fil di ferro per attaccare lo specchio alla parete. Voila!...
Vecchi armadi trasformati in vere opere d’arte!

Vecchi armadi trasformati in vere opere d’arte!...

Lucas Risé è nato nel 1978 nella città 25 de Mayo, Provincia di Buenos Aires, Argentina. Durante la sua adolescenza dipinse segnali stradali, la sua prima incursione nella pittura. Ha studiato Graphic Design in Progettazione ed Urbanistica School dell’Università di Buenos Aires. Il suo stile unico matura durante i suoi viaggi e le sue esperienze in Sud America, Africa, Stato Uniti ed Europa. Pittura segnali stradali e murales a Buenos Aires dall’età di 12 anni. La sua arte dimensionale è stato esposta in pubblicazioni e capitali del mondo. Nel 2006 è stato finalista del prestigioso Premio Nazionale d’Arte (Buenos Aires) per una scultura funzionale con 20.000 pezzi verniciati singolarmente e appartiene a numerose collezioni private internazionali. Vi riportiamo qui di seguito alcuni esempi di mobili da lui creati…vecchi armadi trasformati in vere e proprie opere d’arte dallo stile stravagante, gioioso, travolgente.        ...
Una libreria alternativa

Una libreria alternativa

Oggi vi presentiamo un nuovo modo di disporre i vostri libri. I creatori di questa libreria “alternativa”, dello studio danese Agustav, hanno sicuramente la qualità di pensare fuori dagli schemi realizzando questo design semplice ma geniale. L’idea è quella di inserire e sostenere i libri tramite una piastrina di legno che a sua volta è fissata a perni inseriti in un binario di legno. L’altezza e la larghezza può essere modificata a proprio piacimento. Un’idea unica ed...
La scala che tende all’infinito

La scala che tende all’infinito

“Ho fatto una scala infinita verso il cielo, vieni?” È sicuramente la frase per rimorchiare che David McCracken usa con le sue prede. La sua opera Diminish and Ascend, attualmente esposta di fronte al mare a Bondi (Australia), per l’evento Sculpture by the Sea, è un’installazione fantastica tra scultura e illusione ottica. Una scala incredibile che tende all’infinito.   fonte:...
Livingstones di Stephanie Marin

Livingstones di Stephanie Marin

Il workshop di progettazione Smarin è il laboratorio del designer francese Stephanie Marin, dove vengono creati oggetti ecologici per la casa. Livingstones ad esempio è una serie di enormi ciottoli realizzati 100% in lana vergine giocando con i colori naturali e le forme della natura. I ciottoli aggiungono una forma inaspettata, donano ritmo alle camere in cui vengono disposti e ricordano la...
“Wallmonds”, cornice di elastici by Gonçalo Campos

“Wallmonds”, cornice di elastici by Gonçalo Campos...

“Wallmonds” è un pannello versatile incorniciato, nel quale sono stati creati dei fori e inseriti due metri di elastico in tessuto per creare modelli sempre diversi. Questo pannello è realizzato in multistrati di betulla con struttura in legno di faggio. Il progettista portoghese Gonçalo Campos ha lanciato il suo progetto dopo un periodo di lavoro presso lo studio di design della Benetton.        ...
Arte e oggetto di Marco Vecchio

Arte e oggetto di Marco Vecchio

Che gli oggetti abbiano una storia da raccontare è cosa sicuramente nota, come è noto che ogni recupero che li riguarda debba confrontarsi con il tempo che li ha segnati: la patina, il consumo, l’usura, ci avverte chi pratica restauro e soprattutto chi studia restauro. E Marco Vecchio sembra proprio conoscere la storia dei suoi oggetti, se li ha pazientemente cercati, leggendone i segni e ascoltandone le storie. Storie il più delle volte silenziose, perché consegnate all’incuria dell’abbandono, della vecchiaia, se non del rifiuto. Poi, con un atteggiamento di profondo rispetto, Marco racconta loro la sua, di storia, lasciando che tra lui e gli oggetti si generi l’evento, per poi assistere, da spettatore sapiente, alla magia dell’avvenuto incontro. Così, segna gli oggetti trovati (i mobili e gli scaffali di modernariato povero, scovati in qualche luogo poco frequentato) con il gesto della sua mano. Gesto antico e nobile, quello della pittura, che ha una lunga storia ma che qui racconta pure la storia artistica di Marco, che ha deciso da sempre di fare pittura. Naturalmente modificando i suoi temi nel tempo, fino ad approdare a segni sempre più astratti. Ma quello della pittura è un gesto che a Marco viene da lontano, dalle tracce scritte nella sua storia. Gesto arcaico e quasi sacrale, perché parla della vocazione del padre alla pittura, ma gesto che qui si combina con l’altro, che ricorda la passione materna per la scenografia e l’allestimento di ambienti. Infatti, nell’operazione di Marco, la pittura si fa spazio mentre lo spazio incontra il tempo trasformandosi da profondità in stratificazione. “Le figure dipinte sono luoghi da attraversare” sostiene il pittore. In questa direzione i mobili diventano scenari che “raccontano” la tela di ragno delle infinite storie possibili: la passione di Marco per i segni delle culture primitive (mai visitate ma qui interpretate con materiali della nostra cultura: i colori industriali, gli acrilici, gli smalti), e poi le tracce dei suoi studi, le lezioni dell’avanguardia con l’alto valore espressivo assegnato ai colori, e ancora la vicinanza della pittura al sogno a cui le sue figure rimandano, sospese e galleggianti nel vuoto. E se al sogno rimanda la magia degli incontri tra mondi e storie possibili, all’utopia delle avanguardie fa riferimento un altro pensiero che qui campeggia su tutti gli altri: l’idea che il pittore possa non solo vivere insieme all’opera d’arte ma dentro l’opera stessa. Entrare nel quadro, per viverlo dall’interno ed essere in sintonia con esso mediante l’empatia, era il pensiero che spingeva Kandinsky a costruire la sua casa a Murnau, negli anni del Cavaliere Azzurro e nella campagna bavarese, con mobili fatti a mano e da lui dipinti con temi familiari. Proprio come fa Marco, che dipinge tutto ciò che trova intorno a lui, perfino le porte della sua casa, ma anche ogni pezzo di arredo che il suo sguardo curioso incontra. di Maria Rosaria De Rosa...