La casa in bilico su una roccia da 47 anni

La casa in bilico su una roccia da 47 anni...

Nel bel mezzo del fiume Drina, in Serbia, un gruppo di giovani amici nel 1968 voleva un posto per prendere il sole sul fiume, e su uno spuntone di roccia hanno costruito piano piano questa casetta che è diventata una vera e propria icona mondiale per quanto riguarda i luoghi più curiosi del pianeta. Poiché la roccia non era esattamente il posto più comodo per sdraiarsi, i giovani hanno pensato di portare alcune tavole prese da un vicino capannone in rovina. L’anno successivo fu la volta del tetto e delle pareti. Et voilà, è così che la casa si materializzò nel letto del fiume. Per trasportare i materiali i ragazzi hanno usato barche e kayak, con i pezzi più grandi che sono stati fatti arrivare facendoli galleggiare in acqua grazie alle correnti. fonte: casafan.it...
Un bus che diventa casa

Un bus che diventa casa

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Libreria tridimensionale

Libreria tridimensionale

Le assi verticali e orizzontali della 8.4.1 Libreria vengono compensate per creare una composizione tridimensionale. Creata da Dublin-based 8BY4 , 8.4.1 è una gamma di mobili concepita e definita da being CNC con l’obiettivo di ridurre lo spreco di materiale e dare facilità di montaggio e smontaggio. I pezzi di questa libreria sono in scanalatura giunti insieme senza fissaggio e uso di colla e la scelta del materiale è definita dall’utente finale. 10 incastri di tavole di compensato di betulla. Le assi verticali e orizzontali sono sfalsate per creare una composizione tridimensionale e fornire una varietà di altezze e profondità degli scaffali. ...
Vivere in 8 mq? Si può

Vivere in 8 mq? Si può

Questa ragazza aveva un appartamento di appena 8mq pressoché inabitabile ma decise di trasformarlo in una bellissima casa, intima e accogliente nonostante le dimensioni. Ciò che ha fatto con quel poco spazio disponibile ha dell’incredibile. Grazie all’uso intelligente dello spazio è riuscita a non farsi mancare proprio nulla! Buona visione....
Fab Tree Hab: la casa sull’albero di domani

Fab Tree Hab: la casa sull’albero di domani...

L’uomo si distingue dagli altri animali per la sua capacità di manipolare l’ambiente che abita. Gli oggetti che costruiamo, tuttavia, ci separano dalla natura. Essi ci proteggono dai suoi sbalzi di umore, certo, ma con il tempo hanno creato un mondo in buona parte artificiale attraversato da pesanti crisi che sta sfruttando, con il rischio di esaurirle, le risorse limitate fornite dal pianeta. Fino ad oggi gli artefatti umani sono stati costruiti, strappando alla natura materiali e risorse, interrompendo il ciclo della vita di interi ecosistemi. Ma forse le cose stanno per cambiare e presto alcuni degli artefatti che fino ad oggi abbiamo fabbricato potrebbero essere, invece, coltivati. A partire dalle nostre case. Mitchell Joachim e la sua organizzazione no-profit Terrefotm One (www.terreform.org) hanno spostato il concetto di casa sull’albero al suo limite estremo: grazie a lui l’idea di albero e quella di casa si fondono per creare qualcosa di simile alle abitazioni della Contea, patria degli Hobbit nel Signore degli Anelli. Il progetto si chiama Fab Tree Hab e il suo fine è quello, un giorno, di dimostrare che una casa può essere costruita utilizzando materiali organici viventi. Si tratta di una reinterpretazione futuristica di alcune tecniche di arboricoltura, in particolare del pleaching (intrecciamento dei rami). La crescita della pianta viene infatti forzata attraverso impalcature che ne indirizzano la struttura secondo un precedente design generato al computer, che è in grado di calcolare e assicurare la stabilità strutturale necessaria all’edificio. Il risultato sarebbe un’abitazione simbioticamente fusa con l’ambiente circostante. L’ambizione è quella di rivoluzionare dalle fondamenta il modo stesso in cui concepiamo la costruzione di abitazioni e infrastrutture. Non è sicuramente un progetto a breve termine, ma l’inizio di un percorso che mira a fondere biologia e architettura, una visione certamente utopica, ma un’utopia è appunto questo: una risposta estrema a problematiche molto reali che si incontrano nel mondo. Accusato di aver progettato la veggie house – la casa per vegetariani – Joachim ha preso lo scherzo sul serio e ha deciso di provare anche con tessuti animali, progettando una struttura che crescesse a partire da cellule di maiale, prendendo ispirazione dal celebre hamburger sintetico prodotto da Mark Post, dell’università olandese di Maastricht. Ma Joachim non è il solo a sperimentare con questa nuova concezione dei materiali di costruzione. Anche i tessuti dei nostri vestiti potrebbero essere coltivati a partire da una colonia di batteri, piuttosto che fabbricati a partire da fibre di cotone, pelli animali o ancora materiali sintetici, come ha dimostrato Suzanne Lee di Biocouture, che ha prodotto il celebre Kimono organico. La sperimentazione in questi campi si trova attualmente in stato embrionale, ma la visione proposta da alcuni pionieri è davvero affascinante. Se ne può trovare un riassunto nell’agile e-book “Super Cells: Building with Biology”. Se nell’antichità i materiali erano legno, argilla e pietra, con il tempo si sono aggiunti vetro, ferro e acciaio, arrivando fino ai materiali sintetici del ‘900. Forse adesso siamo all’inizio di una rivoluzione in cui i processi di fabbricazione verranno totalmente stravolti, utilizzando cellule viventi, ovvero i componenti più piccoli della vita come la conosciamo, invece dei mattoni. La tecnologia non deve essere per forza qualcosa di alieno e distante e l’innovazione non nasce dagli strumenti, ma dalle persone. E la natura, come mostra Mitchell Joachim, può essere anche un potente alleato, e non più soltanto una variabile da ignorare e sfruttare. di Carlo Peroni fonte: dolcevita.it...
Una casa sospesa sopra l’oceano australiano

Una casa sospesa sopra l’oceano australiano...

Gli specialisti di architettura prefabbricata Modscape hanno progettato una struttura concettuale arroccata sopra l’oceano, nello stato australiano di Victoria. Immaginata come una estensione naturale del paesaggio, le finestre dell’abitazione hanno un rapporto diretto con il mare sottostante, utilizzando tecnologie di progettazione modulare e metodi di prefabbricazione. I residenti entrano nella casa attraverso un posto auto coperto posizionato al livello più alto in cui un ascensore collega verticalmente ogni piano sequenziale. Gli arredi interni sono ridotti al minimo per non sminuire la meravigliosa vista sull’oceano e le caratteristiche spaziali distinte della...
Vecchi armadi trasformati in vere opere d’arte!

Vecchi armadi trasformati in vere opere d’arte!...

Lucas Risé è nato nel 1978 nella città 25 de Mayo, Provincia di Buenos Aires, Argentina. Durante la sua adolescenza dipinse segnali stradali, la sua prima incursione nella pittura. Ha studiato Graphic Design in Progettazione ed Urbanistica School dell’Università di Buenos Aires. Il suo stile unico matura durante i suoi viaggi e le sue esperienze in Sud America, Africa, Stato Uniti ed Europa. Pittura segnali stradali e murales a Buenos Aires dall’età di 12 anni. La sua arte dimensionale è stato esposta in pubblicazioni e capitali del mondo. Nel 2006 è stato finalista del prestigioso Premio Nazionale d’Arte (Buenos Aires) per una scultura funzionale con 20.000 pezzi verniciati singolarmente e appartiene a numerose collezioni private internazionali. Vi riportiamo qui di seguito alcuni esempi di mobili da lui creati…vecchi armadi trasformati in vere e proprie opere d’arte dallo stile stravagante, gioioso, travolgente.        ...

Trovare un alloggio gradevole e ad un prezzo onesto, sta diventando una vera impresa per gli studenti svedesi fuori sede. Proprio per questo, un team di architetti dello studio Tengbom, in collaborazione con l’Università di Lund, nel sud della Svezia, ha ideato una soluzione economica, pratica e a basso impatto ambientale: la Smart Student Unit, una mini-abitazione di appena 10 mq che contiene tutto il necessario per consentire agli studenti di avere uno spazio intelligente e di eco-design in cui vivere. La mini-residenza è stata costruita interamente in legno di provenienza locale e nella sua limitata metratura prevede: un angolo cottura dotato di mensole, un bagno, uno spazio con tavolo e sedie e, nel soppalco mansardato, una zona notte con letto-futon. Il design della micro-abitazione è estremamente curato: forme tondeggianti e rifiniture color verde mela fanno risaltare il legno chiaro e illuminano l’ambiente. L’idea dei progettisti è stata quella di creare un’abitazione che accolga lo studente durante la sua carriera scolastica, terminata la quale la Smart Student Unit tornerà disponibile per un nuovo universitario fuori sede. La mini-casa, quindi, non è stata pensata per essere acquistata come dimora stabile. Infatti, lo stesso studio Tengbom annuncia che, entro l’anno prossimo, sono previste 22 unità abitative per gli universitari di Lund all’interno di un parco dedicato. fonte:...
La casa dei sogni…con soli 4000€

La casa dei sogni…con soli 4000€

Steve Areen, fotografo e musicista, si è trasferito in Thailandia con sua moglie e ha deciso di costruirsi sulla spiaggia la casa che ha sempre sognato, sin da bambino. In Thailandia il cambio è molto favorevole e così ha speso solo 6000 dollari per costruire in pochi mesi questa meravigliosa abitazione sulla riva del...
La scala che tende all’infinito

La scala che tende all’infinito

“Ho fatto una scala infinita verso il cielo, vieni?” È sicuramente la frase per rimorchiare che David McCracken usa con le sue prede. La sua opera Diminish and Ascend, attualmente esposta di fronte al mare a Bondi (Australia), per l’evento Sculpture by the Sea, è un’installazione fantastica tra scultura e illusione ottica. Una scala incredibile che tende all’infinito.   fonte:...